Ci occupiamo da diversi anni delle tematiche connesse alla sorveglianza sanitaria con riferimento alla sicurezza sul lavoro. Operiamo a Milano, Roma e in tutta la provincia per piccole o grandi aziende. Contattateci al numero 02.40705812

Lavoro notturno: quando viene considerato tale

Per lavoro notturno s’intende quello effettuato per almeno sette ore consecutive, nell’intervallo che va dalla mezzanotte alle cinque del mattino, mentre con lavoratore notturno s’indica chi svolge almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero o almeno una parte del suo lavoro normale nel periodo considerato come notturno oppure chi svolge tale tipo di attività per almeno ottanta giorni l’anno. La legge vieta l’impiego, per questo tipo di attività, di donne in stato di gravidanza (ciò vale fino a quando il bambino compie il primo anno di vita) o di lavoratori ritenuti inidonei dalle strutture pubbliche sanitarie.

Il lavoro notturno rientra tra le attività lavorative per cui è prevista l’effettuazione della sorveglianza sanitaria e quindi la nomina del medico competente per la sicurezza sul lavoro. In base al D. Lgs. 532/1999, i lavoratori notturni devono essere sottoposti a cura e a spese del datore di lavoro, tramite un medico competente adeguatamente designato, ad accertamenti preventivi, ad accertamenti periodici e ad accertamenti in caso si presentino evidenti condizioni d’incompatibilità con le attività lavorative notturne. Il primo tipo di controllo serve a verificare l’assenza di eventuali controindicazioni nei lavoratori che devono svolgere questo tipo di lavoro, mentre l’altro è effettuato almeno ogni due anni per controllare il loro stato di salute.

Durante il lavoro notturno, il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori impiegati le stesse misure di prevenzione e protezione previste per il turno diurno. Un apposito decreto indica, inoltre, le lavorazioni che possono comportare rischi o tensioni fisiche/mentali particolari e di una certa rilevanza, per i quali sono previste appropriate misure di protezione sia individuale sia collettiva. In ogni caso, vale il limite previsto dalla legge per cui i lavoratori notturni non possono lavorare per più di otto ore nell’arco di una giornata. Nel caso si tratti di un lavoro articolato in turni, tale termine è calcolato su un periodo di riferimento più ampio e secondo quanto indicato dalla contrattazione collettiva, anche di tipo aziendale.

Nel caso dovessero presentarsi delle condizioni tali da rendere inopportuno il continuare a lavorare di notte, ciò anche sulla base di precisi accertamenti effettuati dal medico competente, il lavoratore in questione può essere assegnato ad altre mansioni o a turni diurni. Ѐ la contrattazione collettiva a definire le modalità di tale trasferimento o gestire i casi in cui non sia applicabile. Per legge, non sono obbligati a svolgere questo tipo di attività lavorative le lavoratrici madri di un figlio minore di tre anni, le lavoratrici o i lavoratori che siano gli unici affidatari di un figlio convivente con un’età minore dei dodici anni, le lavoratrici o i lavoratori che abbiano a proprio carico un figlio disabile e i minori per il periodo lavorativo di dodici ore, comprendenti l’intervallo compreso tra le dieci di sera e le sei del mattino o quello tra le ore 23 e le ore 7.

Per conoscere meglio la nostra azienda, per avere un preventivo di spesa oppure semplicemente per incontrare un nostro professionista potete chiedere chiamare il nostro numero 02.40705812 oppure utilizzare il modulo di contatto


Sconto 20% compilando il modulo

RICHIEDI UN PREVENTIVO!