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La Valutazione dei Rischi: un obbligo previsto per legge

La valutazione rischi serve a indicare tutti i fattori di rischio o pericolo che si potrebbero riscontrare negli ambienti di lavoro e durante lo svolgimento delle mansioni lavorative. Ѐ un obbligo non delegabile del datore di lavoro, assieme all’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), cui concorrono anche altri soggetti della sicurezza, come il Servizio di Prevenzione e Protezione e il medico competente. Costituisce il punto di partenza per organizzare la prevenzione in azienda, consentendo di individuare tutti quegli interventi necessari alla tutela dei lavoratori e pure il loro piano di attuazione, tenendo conto di un preciso ordine di priorità.

La valutazione rischi deve considerare sia i rischi di natura infortunistica, dovuti a strutture, macchine, impianti elettrici e sostanze pericolose, combustibili o esplosive, sia i rischi di natura igienico ambientale, relativi all’esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici. A questi si aggiungono i rischi di tipo cosiddetto trasversale, legati all’organizzazione del lavoro, a fattori psicologici, a fattori ergonomici e a condizioni di lavoro difficili. Inoltre, la legge fa riferimento ai rischi “particolari”, ossia quelli legati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in gravidanza, quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla tipologia contrattuale.

La valutazione rischi deve essere fatta dal datore di lavoro entro novanta giorni dalla data d’inizio della propria attività. Allo stesso tempo deve elaborare il DVR, che va aggiornato ogni volta che sono apportate modifiche significative al ciclo produttivo o all’organizzazione del lavoro, in relazione al grado della tecnica, della prevenzione o della protezione, in seguito a infortuni significativi e quando i risultati della sorveglianza sanitaria, fatta dal medico competente, ne evidenziano la necessità. Al fine di elaborare un buon DVR, occorre identificare i processi operativi principali dell’azienda e poi suddividere ogni processo in attività omogenee. Per ciascuna di esse, quindi, è necessario individuare le mansioni principali, le attrezzature utilizzate, i prodotti e le sostanze chimiche impiegate, i dispositivi di sicurezza individuale necessari, la formazione indispensabile e le procedure aziendali da seguire per una data mansione.

Valutati tutti i fattori di rischio cui possono andare incontro i lavoratori di una determinata azienda, si può procedere con la loro prevenzione, che può essere primaria e secondaria. Con la prima s’intende l’insieme di azioni e/o interventi per la riduzione dei rischi negli ambienti di lavoro, mentre il secondo tipo di prevenzione consiste nella ricerca di alterazioni precliniche negli organi prima che si manifesti la malattia. In poche parole è quella che si compie sull’uomo, attraverso l’organizzazione della sorveglianza sanitaria. Oltre alla prevenzione, per garantire l’integrità fisica e la salute dei lavoratori, occorre garantire loro anche la protezione da eventuali incidenti e infortuni, ad esempio attraverso l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

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