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Visita medica assunzione: la visita medica preassuntiva

La visita medica prima dell’assunzione, ovvero la cosiddetta visita preventiva in fase preassuntiva, è stata resa lecita dal D. Lgs. 106/2009, che è andato a correggere e integrare il D. Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, è riportata nella lettera e-bis del comma 2 dell’art. 41 di tale legge. Prima la visita preassuntiva non è era prevista, anzi era vietata. Oggi può essere fatta, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. Si tratta, quindi, di un controllo medico facoltativo, che non presuppone alcun rapporto lavorativo tra il dipendente e l’azienda.

La visita medica prima dell’assunzione serve a verificare l’idoneità di un determinato lavoratore alla mansione specifica che gli è stata attribuita in azienda. Può essere necessaria, quando è indicata da contratti collettivi oppure quando si ha a che fare con apprendisti minori esposti a rischio (ciò è valido in base al D. Lgs. 262/2000). Una volta che il medico competente è chiamato a verificare in fase preassuntiva l’idoneità del lavoratore, non è poi obbligato a sottoporlo pure a visita preventiva. Per certi tipi di professioni, invece, la visita preassuntiva deve essere compiuta anche quando non sia prevista dai contratti o dalla legge.

La visita medica prima dell’assunzione deve essere fatta a carico del Servizio Sanitario Nazionale oppure deve essere compiuta dal medico competente di una data azienda o organizzazione, obbligata a essere sottoposta a sorveglianza sanitaria. Più che in una maggiore tutela del lavoratore, il cui stato di salute è comunque posto sotto controllo durante l’accertamento medico preventivo, tale tipo di visita sembra tradursi soprattutto in un grande vantaggio per il datore di lavoro. In questa maniera, infatti, il titolare del rapporto di lavoro ha l’opportunità di escludere prima ancora dell’assunzione chi non sia idoneo alla mansione specifica cui deve essere destinato. Oltretutto, poiché non l’ha ancora assunto, il datore di lavoro non è obbligato a spostare il lavoratore risultato non idoneo ad altra mansione, anche inferiore, riservandogli lo stesso trattamento di prima.

Oltre alla visita preventiva in fase preassuntiva, la sorveglianza sanitaria prevede altri tipi di controlli: c’è la visita medica preventiva, intesa a verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui è destinato una determinata persona, la visita periodica, cui sono sottoposti i lavoratori per tenere sotto controllo il loro stato di salute nel corso del tempo e la visita medica su richiesta del lavoratore stesso, ma solo se c’è una correlazione con i rischi professionali. Si aggiunge, anche, la visita medica in occasione del cambio di mansione, quella compiuta alla cessazione del rapporto di lavoro e quella precedente alla ripresa del lavoro, dopo un’assenza per motivi di salute che sia superiore ai sessanta giorni continuati.

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