sorveglianza sanitaria eccezionale

La sorveglianza sanitaria eccezionale ai tempi del COVID

In tempi di COVID-19 è necessaria la sorveglianza sanitaria?
(aggiornato Dicembre 2021)

A seguito dei problemi emersi con la pandemia di COVID-19 è stata introdotta, dal legislatore, la sorveglianza sanitaria eccezionale, ovvero una sorveglianza sanitaria precedentemente non contemplata e generalmente riservata ai lavoratori fragili che rappresentano una categoria di lavoratori da tutelare. La sorveglianza sanitaria eccezionale risulta essere obbligatoria ed è stata oggetto di proroga nel corso dei tempi e si suppone che questa proroga sarà parallela allo stato di emergenza nazionale. La proroga della sorveglianza sanitaria eccezionale si è infatti ripetuta più volte.

Va ricordato innanzitutto, come già anticipato in diverse parti di questo sito, che la sorveglianza sanitaria non rappresenta un obbligo di legge per tutte le aziende. La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro ricorda, infatti che la stessa risulta essere obbligatoria nel momento in cui esistono determinati fattori di rischio specifici oppure quando la valutazione dei rischi identifichi elementi di rischio tali per cui deve essere Introdotta la nomina del medico competente aziendale.

Sorveglianza sanitaria eccezionale: cos’è

Ma, infine, cos’è la sorveglianza sanitaria eccezionale e come viene presentata dall’INAIL? In pratica il datore di lavoro pubblici e privati devono assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale ai lavoratori fragili ovvero a coloro i quali sono maggiormente esposti al rischio COVID.

Per i lavoratori fragili il rischio di contrarre il COVID sul posto di lavoro può rappresentare un vero e proprio problema e quindi questa nuova sorveglianza sanitaria può stabilire un giudizio di idoneità temporaneo tale per cui il lavoratore deve essere assegnato ad una altra mansione.

Come posso attivare questo servizio?

L’attivazione di questo specifico servizio, che può eventualmente essere richiesto tramite l’INAIL, comporta, da parte nostra, la nomina temporanea di un medico competente che assumerà l’incarico per l’azienda e che si occuperà di redigere il protocollo sanitario sulla base del documento di valutazione dei rischi aziendali.

Terminata questa fase il medico competente riceverà, da parte del datore di lavoro, la lista di soggetti fragili che dovranno essere sottoposti a visita medica e quindi attiverà, in tutto e per tutto, il servizio sottoscritto.

Il medico competente, nell’ambito della sua attività lavorativa e a seguito della visita medica obbligatoria, redigerà un giudizio di idoneità che consegna al lavoratore ed al datore di lavoro e sulla base del quale dovranno eventualmente essere presi provvedimenti interni.

Quando un soggetto può essere definito una Categoria Fragile per quanto riguarda il COVID?

In generale si parla di lavoratori fragili e COVID-19 nel momento in cui è concreto il rischio che, un eventuale contagio al lavoratore, potrebbe compromettere seriamente le condizioni di salute. Questo principalmente è legato a patologie preesistenti che potrebbero, nel caso in cui il lavoratore dovesse risultare positivo, avere un esito molto più grave o addirittura infausto.

Immaginiamo per esempio una lavoratrice che opera al registratore di cassa di un piccolo supermercato. Questo genere di mansione, in genere, non comporta l’introduzione della sorveglianza sanitaria, in quarto non sussistono i requisiti di Legge per attivare il protocollo sanitario. In epoca di pandemia però questa tipologia di lavoratore risulta essere maggiormente esposta al rischio di contagio in quanto, sebbene l’uso di dispositivi di protezione individuale, entra in contatto con molte persone. La probabilità di contrarre il virus cresce fisiologicamente in questo caso.

Ecco che, se la lavoratrice rientra nella categoria di lavoratori fragili, può darsi la sorveglianza sanitaria stabilisca un giudizio di idoneità tale per cui questo soggetto deve essere cambiato di mansione, almeno temporaneamente.

Esistono poi determinati settori nei quali è stata meglio sanitari eccezionale è obbligatoria, come ad esempio il comparto della scuola nella quale questo genere di adempimento, ai lavoratori della scuola, è stato imposto.

Valutare il rischio tramite il medico competente e la sorveglianza sanitaria eccezionale

sorveglianza sanitaria eccezionaleMa che fare quindi se il documento di valutazione dei rischi aziendali non identifica la necessità di introdurre il medico e nel contempo sono presenti, in organico, soggetti fragili che richiedono una maggiore tutela per quanto riguarda il rischio COVID?

Si deve parlare indubbiamente con il medico competente, tenendo presente la riservatezza delle informazioni mediche dei lavoratori.

La risposta è quindi rappresentata dall’attivazione di questo servizio straordinario non precedentemente contemplato d.lgs. 81/2008 e riservato generalmente ai datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera a), alla nomina di un medico competente.

In questo senso il datore di lavoro che si trova a dover reintrodurre questo specifico adempimento può optare per una richiesta ai servizi territoriali dell’INAIL, che vi provvedono attraverso medici del lavoro propri, oppure rivolgersi a noi per la nomina temporanea di un medico competente il quale attuerà la sorveglianza sanitaria eccezionale solo ed esclusivamente per lavoratori fragili che, per condizioni di salute pregresse quali ad esempio malattie croniche, patologie particolari, immunodepressione o età necessitano un trattamento particolare.

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